Quanta mondanità, signora mia

Settembre è un mese di eventi.

“Evento” è di per sé una parola del cazzo ma è mattina presto, ieri ho lavorato fino a tardi, sono andato a letto ancor più tardi (per ragioni che intenderete e non vi sto qui a spiegare) e devo ancora pulire casa, godermi il mio giorno libero e raccogliere il bucato di una settimana prima che le mie Ck diventino croccanti e m’irritino nell’intimo.

Ergo passatemi il termine.

Ad aprire le danze semi-autunnali c’è stata la VFNO (Vogue fashion night out), evento organizzato dalla Bibbia per promuovere una sorta di notte bianca della moda per le strade del quadrilatero milanese. Feste, cocktail gratis e collezioni esclusive, capirete bene che le lacrime di commozione si sprecano.

Mentre mi perdevo tra gli altri alcolisti non tanto anonimi, ho avuto una visuale molto precisa della fauna meneghina: la bimbetta con la Vuitton sul polso ormai si trova anche a Bovalino Superiore quindi non attira particolarmente la mia attenzione, la Drag King magari ci riesce ancora. Non credo a Bovalino apprezzerebbero, per altro.

Dopo Barivecchia, così anche Montenapoleone ha visto tutta la mia sobrietà.

Di certo è pronta per questo dato che lo è per la Marcuzzi fradicia sui tavoli e per Corona che finge di telefonare mentre tutti lo fotografano no? That’s Milan.

Del resto hanno aperto Hm a Lamezia Terme, tutto può accadere ormai.

Sarebbe il momento perfetto per studiare analizzare un figura tipica milanese: La sfranta polso-lesa, ma mi riservo di farlo nel mio prossimo post concernete le mie esperienze di lavoro.

Poi è stata la volta del Festival del cinema di Venezia.

La palma d’oro va alla maleducazione dei veneziani, prima che a chiunque altro.

Ma perché detestano tanto i turisti? Ma senza i giapponesi che vi pagano 19 euro uno Spritz lo sapete che andreste a finire tutti a fare i bocchini nei cessi della stazione di S. Lucia? Bah.

Sorvolando sui modi discutibili e sulle mie risposte (sono cintura nera di maltrattamento in questi casi: dalle mie parti si dice “sordi meji pagannu e’ futtiri puru ciancennu?” che tradotto alla lettera sarebbe “pagando profumatamente devo pure fare l’amore piangendo?” che metaforicamente sta per “se un gelato lo pago 13.50 euro e mi rispondi pure male ti prendo quella livrea bianca e te la faccio mangiare) veniamo ai filmsss.

Belli, davvero.

Sono rimasto abbagliato dallo spagnolo Leone d’argento e dal suo pagliaccio triste, dalla maestosa presenza di Elen Mirren in Shakespeare, dalla grazia di Sofia Coppola sul red carpet, dal sorriso di Quentin Tarantino nella mia macchina fotografica.

E poi Venezia è una splendida bomboniera – peccato per i confetti andati a male – che ogni volta mi stupisce per la sua bellezza. E per il suo odore, s’intende.

Ho anche provato l’ebrezza dell’acqua alta… che contrariamente a quando crediate, lettori miei maliziosetti, non è una pratica sessuale ma il problema delle maree sulla laguna.

A un certo punto sei li che passeggi e SCCCIAAAK. Fino alle caviglie.

Caratteristico, dai.

Non come un video di J.Lo ma quasi.

Resterei qui con voi per ore ma casa mia non si pulisce da sola, non è sfornatutto… piove ed ho troppe cose in arretrato da leggere.

Torno presto eh.

Ps: scusate se ho perso un pochetto del mio smalto cinico, ma sono sereno.

Giusto una punta, giuro.

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~ di hatterego su settembre 18, 2010.

Una Risposta to “Quanta mondanità, signora mia”

  1. Cinico quanto basta 🙂

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