Shining

Nulla a che vedere con King o Kubrick, mi interessa solo parlare della “luccicanza”.

Avete mai espresso un desiderio? Oggi, prima che un piatto fuori misura di Pizzoccheri della Valtellina con Branzi e Latteria fusi mi ottenebrasse i pensieri, riflettevo sulle mie notti d’estate, quelle in cui a casa di mia madre, collegato con mezzi di fortuna, ogni tanto venivo folgorato da una stella cadente. Anche quando non mi ero ancora laureato, il mio principale desiderio è sempre stato solo uno. Sapevo che volendo sarai riuscito ad ottenere tutto ciò che volevo (e ci credo ancora) ma quando una cosa non dipende solo da noi ma la si deve fare in due, c’è bisogno davvero di una mano dall’alto.

Non vorrei annoiarvi con un post romantico, so che da me vi aspettate bel altro, ma vorrei riflettere con voi sul cambio delle prospettive, su come basti meno di un mese a rivedere le proprie priorità.

Abbandoniamo le meteore che bruciano per attrito nella nostra atmosfera e concentriamoci sul volere.

Volli volli fortissimamente volli…

Vittorio Alfieri si faceva legare alla sedia del suo scrittoio pur di studiare, ma alla fine è riuscito a diventare uno dei padri della letteratura italiana. La violenza è sufficiente ad ottenere solo i risultati che ci prefiggiamo per noi stessi – stop. Il resto sono chiacchiere inutili come quelle di un talk-show. Poi c’è la fortuna, il caso,il destino, la ruota che gira o come diavolo volete chiamarla. Poi arriva il turno giusto, il lavoro giusto, la persona giusta.

Ma vogliamo davvero affidare tutto alla casualità? Vi racconto del mio amico (capitano tutte a lui).

Il mio amico (che forse è amico pure della Tatangelo) per anni si è crogiolato in storie sbagliate: “che sfiga”! – “l’amore non arriva!” e giù a frignare tra le braccia degli amici fino a consumare i loro omeri. Poi improvvisamente quando ogni speranza l’aveva abbandonato s’innamora… e udite udite… VIENE RICAMBIATO!

Giubilo! Festa! Ttttaca banda! Mazurka di periferia! Polka saltellata!

Io non credo che la coincidenza esista, credo che anche se il mio amico non si fosse trovato quella data sera in quel dato locale, l’amore sarebbe arrivato lo stesso, gli avrebbe bussato alla porta in mille modi perché lui aveva tolto i lucchetti che per anni l’avevano sigillata ed era pronto lasciare entrare tutto: polvere, intemperie, senza curarsi di nulla, al riparo dalle ansie.

Per l’amore bisogna essere pronti a sporcarsi, ammalarsi.

Tutto il resto è tempo che va a finire diritto nella fossa biologica.

Forse la cosa migliore è smetterla di cercare nei posti sbagliati, smetterla di cercare e basta. Lasciarsi andare. Mal che vada alla fine ne uscirete col cuori a pezzi ma ne verrà fuori un grande libro, una grande canzone o un film coi controcazzi. Non trattenetevi dall’urlare il nome dell’amore e se riuscite a farlo, amore non è. Ma urlatelo a lui solo, fino ad assordarlo, non ai quattro venti, o risulterà fasullo come gli zigomi di Hunter Tylo.

Non accontentatevi di quelle scie frammentate, quelle non sono vere stelle, è un nome inventato. Andate alla sostanza dei pianeti, lì c’è un piccolo barlume di felicità che riscalderà l’inverno alle porte, e forse, gli altri e venire.

E se così non fosse, fanculo.

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~ di hatterego su settembre 27, 2010.

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