Kill… Will Vol. 2

Lo so. So che avete fatto un grosso sforzo in questi giorni per trattenervi nelle mutande e così – non volendovi donare un week-end grigio ma con sfumature di rosa – completo la nostra panoramica, seppur superficiale, sulla fauna milanese pelosa e non.

Gli orsi, come dicevamo, sono un gruppo molto chiuso, mi servirebbe una lavagnetta per spiegarveli al meglio ma proverò a farne a meno essendo più schematico possibile: Bear=orso (peloso e sovrappeso), Cub=giovane orso, Admirer=amante degli orsi non orso, Chaser=orso o presunto tale amante degli orsi, Chubby= orso espanso come la Pangea, Daddy=orsetto frollo, Musclebear=Sagat.

L’ultima categoria tende a stare solo tra simili nelle loro gabbiette tra manubri e bilanceri, se non somigliate all’omino della Michelin non tentate nemmeno di avvicinarli, mordono. Le altre categorie, per definizione tendono ad annusarsi, i gusti sò gusti del resto, ma gli Admirer in questo pranzo nel 99% dei casi restano diguini e come il loro nome suggerisce, stanno a guardare in un angolo.

Che pesino 100 oppure 20 chili, tutti e dico tutti, sono accomunati dal minimo comun denominatore a cui accennavo l’altra volta: la FAG HAG. Voi provate a scriverlo su internet (anche in italiano) e vi verranno fuori fiumi di letteratura e titoli allarmistici tipo: “Frosci in un corpo di donna” – “Disperate in discoteca” – “Attese fuori dalle dark room” e roba simile. Questa cosa inizia a farmi paura, lo ammetto. Capisco il legame indissolubile che si possa instaurare tra un giovane stilista e la sua amica parrucchiera (o viceversa) ma la ghettizzazione a me pare sempre dietro l’angolo. Bisognerebbe uscire costantemente insieme tutti, nella più totale normal… insomma quella parola lì che non mi piace affatto.

Mi sembra che i locali, le chat ed i rapporti malati facciano regredire la categoria, prima si realizza questo, meglio è.

Una volta ho assisitito ad una conversazione geniale in casa mia, che terminava pressappoco così: “Cara ****** se stai coi frosscci, morirai coi frosssccci”… si, era detto in modo simpatico… ma quanto è vero? La frociara spesso una sua vita personale non ce l’ha o ha il terrore degli uomini etero; certo non è una regola, ci sono anche quelle felicemente sposate e fidanzate, ma non rientrano a pieno nello stereotipo suddetto.

Per essere perfetta frociara (cosa che non vi auguro) dovete: amare una certa musica (Abba in primis), non avere molto a cuore la vostra igiene personale (“tanto i gatti non mi annusano mica”!), avere un animale domestico come surrogato (oltre all’amico di turno s’intende), scopare molto poco (“sono già… uhm.. quanti mesi sono?”), essere di base un po’ lesbica (o del tutto, anche se l’unione gay/lesbica a me pare innaturale, visto che spesso si fanno da copertura a vicenda), essere amante del porno (anche gay), amare le discoteche e gli anfratti circostanti (parcheggi/stradine/cespugli) , essere sempre single, amare i colori fosforescenti (tipo carta dei cioccolatini Ferrero), credere nel reality come ad una religione (e parlare dei suoi protagonisti come parenti prossimi), vivere con l’amico o i genitori (mai da sola e indipendente, non sia mai), essere segretamente innamorata dell’amico gay.

Se vi manca anche una sola di queste caratteristiche non perdete tempo e lasciate il ruolo a donne più motivate. Perché sapete come finirà altrimenti? Che odierete il vostro amico per quello che non puo’ darvi, la sensibilità che tanto amavate vi sembrerà indifferenza al fatto che vi siete tagliate i capelli e lui non se n’è accorto, e dentro di voi coltiverete una gelosia tale da volerlo uccidere strangolandolo con delle calze a rete e nella migliore delle ipotesi, lo abbandonerete a stesso non appena qualunque uomo (spesso più effemminato dell’amico gay) vi degnerà di un minimo d’attenzione riuscendo a mantenere uno straccio di erezione dentro di voi per almeno tre minuti.

Anche in questo caso, se non fosse chiaro, il ruolo della frociara è solo un pretesto per farvi notare altro. Fate sempre quello che vi pare a patto che vi renda felici, ma non ostinatevi a cercare la serenità in posti dove non la troverete mai, è da sadici. La natura delle persone ed i loro gusti sessuali non cambiano e voi non dovreste mai accontentarvi.

L’uomo “giusto” esiste, solo che spesso non siete voi ancora le donne “giuste” per voi stesse e quando capirete cosa volete davvero, lui si materializzerà. Spesso è molto più vicino di quello che pensate. A quel punto potrete frequentare insieme tutti i gay che volete, uscite in quattro coi rispettivi fidanzati integrandovi tutti, vi renderete conto che alla fine, tutte le coppie sono uguali.

Vi renderete conto che

questo è amore.

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~ di hatterego su ottobre 14, 2010.

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