Ti sccaaancello da feeeeis!

In queste ultime settimane, complici una serie di cambiamenti, mi sono scoperto ad avere una pazienza che mai avrei creduto possibile se non tra le file dei Cherubini più prossimi all’Altissimo. Solvolando sulla vita reale, dove la pazienza è salutare in proporzione al fatto che i sentimenti e la verità debbano venire sempre al primo posto, la rete mi fornisce tutt’altra storia da raccontarvi. E’ vero, ammetto caldamente che i vari social network mi hanno regalato persone di cui oggi non saprei più fare a meno e questo è anche l’unico motivo per cui non riesco ad abbandonarli del tutto (oltre al fatto che scrivendo, vorrei essere letto ed internet è il modo più economico e veloce).

La serenità di cui vi parlavo in qualche post precedente, mi ha reso molto più distaccato da quelle che ormai considero ‘cazzate telematiche’, ed anche i punzecchiamenti a cui di solito avrei risposto con un attacco al vetriolo, mi sembrano esempi di sbagliata legittimazione della propria vita. Vi faccio qualche esempio per spiegarmi.

Qualche settimana fa, un tizio mi incolla sulla bacheca un post riguardante la giornata nazionale per la lotta sul cancro (mi sfugge il motivo per cui l’abbia fatto e la tematica è talmente seria che indugiare a spiegarla sarebbe inutile); anche molti organismi unicellulari e sprovvisti di neuroni sanno che non è questo il periodo dell’anno giusto, così garbatamente glielo faccio notare, anche solo per divagare. Per tutta risposta ricevo un: “bella battuta coglione, spero che venga presto a te il cancro”. L’istante dopo mi blocca per non sentire quella che sarebbe stata la mia risposta, nel modo più misero del pianeta. Credete che fossi io o la mia risposta il problema di quest’omuncolo? I don’t think so.

Andiamo indietro di qualche mese. Vengo attirato dalle chiacchiere di un triangolo malato di gente che conosco da anni e come sempre quando si vuol bene ad una persona (in questo caso ad una sola delle tre) ho commesso il gravissimo errore si dire la mia opinione. Non l’avessi mai fatto. Più si contesta in maniera sarcastica ma educata la gente, più la ferisci tanto che si sente autorizzata a prenderti a parolacce, non importa se siano persone anche più grandi di te e che quindi dovrebbero partire da una base maggiore di esperienza e maturità. Si passa a ripercorrere tutti i torti dell’ultimo decennio pubblicamente nella maniera più becera possibile. L’amore legittimato da facebook? Ma dico, ci stiamo con la testa? [Per la cronaca l’intricato puzzle a tre si è disfatto come avevo pronosticato nel giro di un mesetto, non mi ha fatto né felice né scontento. Sapevo perfettamente di avere ragione. Credo sia stata anche l’unica volta in vita mia! ] Anche in questo caso, secondo voi eravamo io e la mia opinione il problema di queste persone?

Ultimo esempio, pochi giorni fa. Sulla mia pagina (su cui presumo di poter fare un po’ quello che voglio, non credete?) mi permetto di fare un commento sui componenti del Grande Fratello che distrattamente ho guardato la sera prima comodamente abbracciato sul divano, oziando. Ne viene fuori una diatriba infinita e il giorno dopo, sparisco dall’elenco di questo esimio conoscente che ora potrà comodamente lanciarmi palate di letame addosso in libertà e senza che io lo sappia – proprio come ha sempre fatto alle spalle di quasi tutti i 50 amici che abbiamo in comune. Credete che mi prenderò la briga di avvertirli per metterli davanti a tanta pochezza? Anche in questo caso per voi il problema puo’ essere il fatto che stessi dando il mio parere su uno spettacolino mediocre invece di dare sfoggio borioso della mia cultura letteraria? Dio mio no. NO è la risposta ad entrambe le domande retoriche che vi ho propinato. NO.

Il male di fondo è che tutte queste persone sono accomunate da una solitudine immensa più delle tette di Dolly Parton. Se stanno insieme a qualcuno parlano tra di loro sola tramite status e fotine, se litigano lo fanno pubblicamente invece di alzare la cornetta da adulti, devono comunque commentare con cattiveria (che per altro è sempre ben accetta ma purché non sia sterile) se a me piacciono i gatti o i cani, se credo che un loro atteggiamento sia inopportuno (sulla MIA pagina personale) o se ho voglia di guardare svogliatamente robaccia in tv prima di andare ad immergermi in Proust e a fare l’amore. Ma in che modo puo’ riguardarvi? Come puo’ far venire fuori tanta violenza verbale ciò che io faccio o dico?

Io credo sinceramente nella complessità della gente. La amo.

Puoi leggere letteratura e fumetti, andare a teatro o guardare reality, amare sia i Vanzina che Fassbinder. E allora? Questa posa ci rende meglio degli altri? O sarebbe meglio conoscere di tutto per formarsi un’opinione ed avere delle cose da dire? Macché. Devi ascoltare quella musica senza melodia se vuoi essere figo, ti devono piacere le retrospettive polacche se vuoi sembrare colto, se leggi una rivista di moda sei una capra e non puoi avvvicinarti nemmeno per scherzo a Flaubert.

Ma chi cazzo l’ha detto? (Scusate il “cazzo” rafforzativo ma qui ci vuole)

La sera provate ad uscire piuttosto che commentare in maniera feroce ogni virgola altrui, fatevi degli amici (non solo virtuali), o una storia, tornate a battere sotto i ponti come facevate da giovani e non scagliatevi con questa rabbia immotivata contro chi ha dalla propria parte la ragione vera del vostro odio nei loro contronti: la giovinezza.

Se foste un minimo intelligenti sapreste che essa non è una virtù se non nei romanzi di Wilde, e rimane lì confinata in una beltà fine a se stessa. Se usciste dal foglio e cominciaste a vivere la vita davvero, lo capireste. Prendete aria, innamoratevi, datevi una possibilità e smettetela di stare in posa anche davanti al computer.

Rischiate un’ernia, ed alla vostra età è altamente sconsigliabile.

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~ di hatterego su ottobre 22, 2010.

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