I giorni della merLa (Vintage)

 

 

La leggenda vuole che la merla fosse detestata dal mese di Gennaio, che attendeva la sua uscita dal nido per abbattere sulla terra il gelo, la pioggia, la bufera e la neve.
Il povero animale decise così di far provviste e rintanarsi per tutto il mese (che allora era di soli 28 giorni) e solo l’ultimo, ne uscì, cantando per deriderlo.
Fu così che Gennaio, infuriandosi, chiese in prestito tre giorni a suo fratello Febbraio ed abbattè sulla terra un maltempo tale ma costringere la merla a ripararsi in un camino per i tre giorni successivi.
La conseguenza fu che la merla perse il suo candido piumaggio rimanendo nera per sempre, e che gli ultimi tre giorni di Gennaio sono a noi conosciuti come “giorni della merLa”, i più freddi dell’anno.
Quando la nonna mi raccontava questa storia davanti al camino, io ne restavo affascinato come da qualsiasi racconto che potesse ricordarmi Fedro, (poi se hai una madre che insegna latino te lo devi magnà da mattino a sera) solo che ancora non ne capivo i sensi metaforici.
Ci viene insegnato che il clima è stato nel tempo distrutto dalla natura umana, quindi se una mareggiata distrugge mezzo paese in un certo senso è con noi stessi che ce la dovremmo predere?
Io ricordo solo che da piccolo dovevo fare una passeggiata per arrivare in spiaggia ed ora, la spiaggia, è a cinquanta metri da casa. Le strade di campagna franano, i collegamenti a sud vengono interrotti, ma non tornare è impossibile.
Ho deciso di permettermi di non avere paura di stare nella mia terra, che rimane tale per quanto disastrata politicamente, economicamente ed ora anche metereologicamente.
Continuerò a rifugiarmi lì nei giorni più freddi dell’anno, quelli in cui potrei starmene comodamente nella mia casa di città a sorgeggiare ciobar invece di prendere i cavalli ed avventurarmi nei sentieri.
Questo è quello che faccio e quello che sono.
Non c’è mese, clima, favola o persona che possa cambiarlo.
Del resto che volete che mi freghi, io il piumaggio nero ce l’ho già.

 

Correva l’anno 2009.

Ed ero più saggio di oggi.

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~ di hatterego su gennaio 25, 2011.

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