Metereopatia (portami via)

 

Oggi dopo non ricordo quanto, ho visto un barlume di sole. Ieri sera in Ticinese dopo aver trangugiato pane amore e fantasia da California Bakery, il ‘nebbiun’ impediva di vedere anche a soli pochi metri. Come ho potuto abituarmi a tutto questo?

Non è stata una bella settimana. Ho dovuto rivedere tutti i miei piani e rimettere in discussione tutto ciò che ho fatto in questi sei mesi. Ma dico tutto eh. Tu chiamali se vuoi imprevisti. O sfiga.

Mi hanno detto che “c’è un motivo”. Credo intendessero una roba legata al destino, se è successo questo vuol dire che sta per arrivare quest’altro. Ero davvero convinto della mia scelta, sapete? Ma dopo l’imprevisto e la rabbia iniziale mi sono sentito quasi sollevato. Sollevato dal problema stesso, non saprei spiegarlo meglio. Come se avessi inconsciamente maturato l’inutilità di quello che stavo per fare e all’improvviso la circostanza fortuita avesse risolto tutto.

Mi è stato mostrato di cambiare rotta, di arrivare in modo diverso a quello che voglio. Se mi avessero anche detto “come” ne sarei stato ben felice. Ma sarebbe stato troppo facile ed io non sono abituato agli sconti. Così ho passato in catalessi questi due giorni di riposo, ho dormito tanto, mi sono fatto coccolare, e poi è arrivato nonostante il gelo, il sole.

Sono grato a quello che questa città mi sta dando. Nel bene e nel male.

Ma quando spunta il sole io non sono più qui.

Sono con mia madre sulla nostra terrazza a bere granita di caffè, sono sul molo a Bari con i miei amici ed una Peroni in mano.

Non mi accontento più della primavera, voglio direttamente l’estate. Presto avrò ricordi pieni di sole legati al mio presente qui. Fino ad allora aspetto e vivo le meraviglie di ogni giorno. Uno sguardo innamorato attraverso gli occhi lucidi, una copia appena scartata della rivista che amo, un nuovo incarico a lavoro, un club sandwich fatto come Dio comanda.

Il sole prima o poi tornerà.

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~ di hatterego su febbraio 3, 2011.

2 Risposte to “Metereopatia (portami via)”

  1. Il sole, a Milano, non è mai di buon auspicio. O almeno non lo è per la mia persona.
    Sappi, Giovà, che fino a quando il cielo grigio e la pioggia faranno da padroni alla Madonnina (e con essa a tutto il resto), le giornate qui ti parranno sempre belle. O perlomeno non così schifose. Per la serie ‘Non c’è limite al peggio’.

    Thumbs_up per la nuova skin, mi garba parecchio.

  2. In realtà volevo scrivere ‘Peggio di così non può andare’, ma per qualche motivo ho scritto l’altra roba.
    Chiedo venia.

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