Eden

Perdonate la mia assenza, sono state delle settimane come dire… impegnative. Inizi, conferme, partenze, finali, risate e qualche lacrima, degni della migliore puntata di Friends. Sono tornato, sono vivo. Anche stavolta.

Di recente, parlando con due mie carissime amiche – per altro ambedue psicologhe di professione – ho trovato il modo di porre in maniera equilibrata un post che altrimenti avrebbe risuonato per il web come uno strillone degno dei Quartieri Spagnoli. Proverò quindi a rimanere sereno e rilassato e cercherò di condividere semplicemente con voi una mia riflessione. La domanda che sorregge il tutto stavolta è alquanto complessa.

Voi siete consapevoli di voi stessi?

Ogni qualvolta la vita mi toglie o mi dona qualcosa, mi chiedo sempre se nel bene o nel male io abbia fatto qualcosa per meritarmelo; parte repentinamente il mio esame di coscienza, ripercorro quelli che potrebbero essere stati i miei errori, faccio bilanci, mi torturo, mi confronto con gli altri e alla fine del processo, torto o ragione (ammesso che ce ne sia), sono cresciuto di nuovo. Un altro scalino verso l’uomo che vorrei essere in futuro. Le splendide donne di cui vi parlavo qui sopra, alla mia domanda: “Ma sono solo io a chiedermi se ho sbagliato qualcosa?” – hanno risposto pressappoco allo stesso modo. “Beh c’è gente a cui non interessa affatto capire, non si fanno domande né problemi, campano cent’anni possibilmente facendo sempre gli stessi identici errori e anche lo stare da soli alla fine non li spaventa più di tanto”. Interessante no? Per quanto sia noto che: “tutti siamo comunque soli davanti a un dolore” , io ho passato ventotto lunghi anni a decifrare i comportamenti dell’essere sociale, per poi ora sentirmi dire che a molti in fin dei conti non frega una benemerita mazza di esserti amico o di avere una relazione con te. Si consolano in tempi record quando tu credevi davvero che non potessero vivere senza di te. Beati loro, vivono nel giardino dell’Eden.

I veri vincitori di questo paradiso sono quelli con la faccetta dolce e buona, quelli che ti uccidono in un batter d’occhio ma nel momento stesso in cui lo fanno, cancellano con le loro azioni ogni tipo di sentimento che gli era stato rivolto, magicamente. Puff. Sparito. La tristezza, la delusione, la rabbia e il rammarico lasciano spazio all’indifferenza. Come se quella non fosse più nemmeno la persona che noi abbiamo conosciuto. E poi… mentono. Mentono guardandoti dritto negli occhi e senza avere né l’accortezza di farlo fino alla fine né il coraggio di ammettere tutto dall’inizio. Ma prima accusano te. In calcio d’angolo e solo dopo un segno di primordiale signorilità forse riusciranno a capire con un briciolo di umiltà che non esistono colpe unilaterali nei rapporti. Un barlume di orgoglio e serenità così rischiarerà i ricordi che cerchiamo disperatamente di preservare per non cadere in pezzi.

La mia regola da oggi sarà circondarsi sempre di stronzi, perché loro peggio di così non potranno mai essere, non ci riserveranno mai spiacevoli sorprese e ci sputeranno in faccia la realtà così com’è. I terribili sospetti che li riguardano sono sempre e notevolmente maggiori delle loro reali azioni.

Io sono uno di quelli, indosso la maschera del sarcasmo, pecco di superficialità alle volte, sono arrogante e mentre mi faccio cullare dal mare in questa stanza che contiene i miei ricordi di bambino, sono stracolmo di sensazioni contrastanti come il borsone in cui mia madre si ostina a voler far entrare di tutto; amo flirtare ma mi fermo lì, non ho il coraggio di staccare i bigliettini d’amore dal frigo e buttare gli spazzolini, mangio mandarini cinesi coltivati in casa anche se sono troppo amari, prendo il the e mangio madeleines, vado a prendere mamma all’uscita da scuola in macchina ancora un po’ strafatto dall’anestesia del dentista a cui stavo per chiedere di farmela in petto quella siringata, per alleviare tutto e non sentire più niente.

Perché questa è l’unica grande bugia che gli stronzi sanno dire… negheranno sempre, fino alla morte, che gli hai spezzato il cuore.

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~ di hatterego su marzo 18, 2011.

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