Seduta di gruppo

“Ciao, sono Gregor e sono un mostro.”
“Ciaaaooo Gregor.”

La prima volta in terapia è sempre difficile.
Stare davanti ad uno sconosciuto, con una scrivania in mezzo che crea un muro emozionale tra i miei drammi e la sua apparente impassibilità mi distrugge, sono sensibile io. Insettiforme magari, ma sensibile.
Poi quando una volta ogni mese ci tocca parlare davanti a tutti gli altri… beh… vorrei morire per la vergogna.
Preciso che il disagio non proviene da loro, anche perché là in mezzo un insetto gigante passa quasi inosservato.
Mr. Hide alla mia destra parla continuamente tra sé e sé ed Emma Bovary non fa altro che ammiccare allo psicologo; di fronte il lupo cattivo guarda con aria famelica tutti gli altri e Grimilde guardandosi nello specchio snobba Chtulnu che la corteggia disperatamente… (credo abbia riversato su di lei i conflitti con la madre, ma potrei sbagliarmi).
In quanto a me, beh, nemmeno io capisco cosa sono, non riesco ad accettare il mio corpo pieno di zampette, ed ogni volta che mi emoziono rilascio una sostanza verdastra dovunque. Ok… a dire il vero mi capita per ogni movimento che faccio.
Credete che svegliarsi una mattina in questa condizione sia facile da accettare?
Il solo imparare a camminare e ad arrampicarmi per le pareti è stato difficilissimo.
Senza parlare di quel tale, maledetto Kurfa… Krisna… o come diavolo si chiama lui, che ha ben pensato di scrivere di me smascherandomi al mondo intero; poi chissà perché la gente finisce in analisi… mmmh… cazzo gli dovrei chiedere i danni! Col risarcimento volerei alle Hawaii alla faccia sua, della Cecoslovacchia, e di tutte le violiniste.
Già mi vedo con la mia Vodka – Martini in mano a prendere il sole come nulla fosse, magari massaggiato da una bellezza indigena che ad intervalli di cinque minuti mi fa: “Altra frutta signore?” – “Sì grazie signorina. Ascolti però niente mele per carità, alla sola vista perdo i sensi”.
Lei mi sorriderebbe completamente ignara… ed io capirei che forse qui le Metamorfosi non sono state tradotte.
Chissà mia madre, santa donna, che direbbe; mi pare di sentire ancora le sue urla disperate nelle orecchie, eppure da lei un po’ di comprensione per questa mia condizione me la sarei aspettata.
C’è chi sostiene che bisognerebbe sempre fidarsi della superficialità.
In non lo so, ma qualcosa mi assicura che la mia vita, da farfalla, sarebbe più semplice.

 

 

 

 

 

 

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~ di hatterego su luglio 1, 2011.

Una Risposta to “Seduta di gruppo”

  1. I like.
    Ha qualcosa a che vedere con il tuo sogno?
    Puoi anche dirmi di sì, farne parte mi farebbe felice pur interpretando Grimilde.
    Bacio

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